Punta Bianca: in moto verso un mare…

Natura, silenzi ed acque trasparenti

Non è infrequente che la ricerca di spiagge o luoghi appartati in prossimità di un mare trasparente ci spinga nei più remoti angoli del pianeta.

Tutto questo in realtà talvolta è molto meno difficile da raggiungere.

Ad esempio chi ha scelto le case vacanze dell’Eremo Gioioso non si deve assoggettare a voli intercontinentali per trovare acque limpide in luoghi naturalisticamente affascinanti ed anche poco affollati.

Può trovarli a breve distanza. Certo, qui, non c’è il bar, il ristorante, la discoteca, l’uomo che ti propone una maglietta, una collana o qualche altro gadget seriale.

Ma non se ne avverte il bisogno. Anzi si ha modo di apprezzare il silenzio ritmato solo dal ritmato sciabordio delle onde nonché dal garrito di qualche gabbiano in volo.

Dall'Eremo Gioioso a Punta Bianca

Punta Bianca, Punta Corvo e gli Spiaggioni

Compresi fra il Golfo di Lerici e Bocca di Magra ci sono infatti spiagge e scogliere selvagge ed affascinanti, facilmente avvicinabili in moto e poi raggiungibili tramite brevi sentieri che si dipanano immersi nella macchia mediterranea.

Punta Bianca e Punta Corvo

Oltre a costume ed asciugamano, scarpe da trekking, una bottiglia di acqua ed un panino, sono tutto ciò che è necessario per godere di una meravigliosa giornata al mare di Punta Bianca, Punta Corvo e degli Spiaggioni.

Come raggiungere Punta Bianca e Punta Corvo

Una volta arrivati a Bocca di Magra, risalendo lungo la strada che conduce a Monte Marcello, in breve si incontra un cartello indicante la deviazione da imboccare per raggiungere Punta Bianca.

Sentiero verso Punta Bianca

Una volta imboccatala, in meno di un chilometro, si giunge presso uno spiazzo sterrato che ne sancisce il termine e dove, quindi, diventa necessario parcheggiare la motocicletta. (In questa circostanza il motociclista si congratula con se stesso: lo spazio infatti è abbastanza limitato ma un posto per la moto…lo si trova sempre!).

Da qui ha inizio il percorso verso il mare attraverso un tracciato che, dopo poco si dirama: a sinistra, sentiero 434, che conduce a Punta Bianca mentre imboccando il ramo di destra, sentiero 444, si arriva a Punta Corvo.

Entrambe i sentieri sono percorribili in circa 30 minuti di cammino, durante il quale si è gratificati da uno spettacolare panorama.

Qui infatti l’occhio, incuneandosi fra le Alpi Apuane e la foce del Magra, si proietta in avanti fino a spingersi oltre Viareggio.

Peraltro, anche sullo stesso percorso non mancano le sorprese inaspettate.

Il sentiero verso Punta Bianca infatti è caratterizzato da alcune vecchie strutture militari, semidistrutte e parzialmente avvolte dalla macchia circostante.

I bunker di Punta Bianca

Si tratta dei cosiddetti bunker di Punta Bianca: edificati ai primi del secolo scorso, fra il 1915 ed il 1923, ma che svolsero un ruolo importante solo a distanza di anni.

I bunker di Punta Bianca

Qui, infatti, durante la seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco in ritirata posizionò alcuni potenti cannoni che martellavano la costa incessantemente per contrastare l’avanzata degli alleati.

Una prima missione infruttuosa tentata da quindici esperti in esplosivi dell’esercito USA, tesa a minare l’intero complesso, si concluse, per loro, tragicamente.

Vennero infatti catturati e sottoposti a fucilazione, come ci ricorda tuttora una lapide posta dove le loro vite vennero spezzate.

Questo fatto, purtroppo, indusse l’esercito alleato ad utilizzare mezzi meno mirati per raggiungere il proprio obiettivo.

Sottoposero la zona a pesanti bombardamenti ed, in tal modo ottennero il risultato voluto ma, nello stesso tempo, causarono anche molte vittime nel vicino centro abitato di Monte Marcello.

Punta Bianca

La parte più selvaggia di Punta Bianca è rappresentata dalla sua scogliera, formata da massi imponenti, dotati di ampie superfici sulle quali risulta agevole dispiegare l’asciugamano e distendersi al sole.

La falesia di rocce calcaree presente in tal luogo, in virtù del colore chiaro che la caratterizza, è anche all’origine del toponimo: Punta Bianca.

Peraltro, per chi non ama gli scogli risulta possibile raggiungere anche una modesta insenatura in cui al mare fa da contorno una piccola spiaggia.

La spiaggetta di Punta Bianca

Punta Corvo

La vicina Punta Corvo invece deve il suo nome ad una diversa composizione delle rocce presenti che ne determinano il colore scuro.

Gli spiaggioni o spiaggia di Punta Corvo

La spiaggia di Punta Corvo, meglio conosciuta come “gli Spiaggioni”, costituitasi nei millenni attraverso la frantumazione della falesia soprastante, è ampia, sabbiosa e di colore scuro.

L’impegno necessario ad affrontare la salita del ritorno rappresentata un efficace filtro naturale.

Chi non si lascia intimorire dalla prospettiva di doversi assoggettare a qualche, peraltro, sopportabilissima fatica ne ricava in cambio la garanzia di poter trascorrere la sua giornata su una spiaggia caratterizzata da una bassissima densità di presenza umana.

Il sentiero da percorrere per giungere ha origine presso il borgo di Montemarcello.

Gli spiaggioni sotto Montemarcello

I mesi meno indicati per fare questa esperienza sono quelli più caldi sia perché la risalita risulta ancor più faticosa se affrontata con le alte temperature e sia perché la spiaggia scura assorbe i raggi del sole, arroventandosi. Talché in luglio ed agosto non è infrequente che la sua superficie non possa essere calpestata a piedi nudi.

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