La Lunigiana

Lonely planet dedica articolo alla Lunigiana

Un territorio consigliato da Lonely Planet, la guida internazionale apprezzata da turisti e viaggiatori di tutto il mondo.

copertina della guida Lonely Planet

La Lunigiana: quella parte del territorio toscano che, marginalizzata in tempi passati, da alcuni anni è balzata all’attenzione dei tour operator internazionali.

La Lunigiana

Questi ultimi, infatti, hanno scoperto la Lunigiana e non hanno esitato a coglierne le potenzialità.

Probabilmente sollecitati a farlo anche dai non pochi cittadini del nord Europa che sempre più numerosi sono venuti in questa terra, negli ultimi anni.

Alcuni per godere di un breve periodo di ferie, in questo incontaminato lembo di Toscana.

Altri, e non pochi, invece hanno scelto di stabilirsi qui definitivamente facendo della Lunigiana il luogo del loro buen retiro.

A tal fine, per lo più hanno acquistato e ristrutturato qualche vecchio edificio in pietra.

Cosa che, del resto, abbiamo fatto anche noi quando, abbandonata la città, ci siamo impegnati nel recupero delle case vacanze dell’Eremo Gioioso.

Lunigiana: un’oasi ecologica naturale

Questa terra oggi gode del vantaggio di non essere stata toccata da alcuna forma di industrializzazione e neppure dal turismo di massa.

Quindi nessun insediamento inquinante nessun fenomeno di gentrizzazione.

Aria pura, acque trasparenti, e una miriade di borghi, nei quali la vita scorre tranquilla, disseminati in un territorio circondato da boschi, prati e campi coltivati.

Una condizione che ha indotto l’Unesco ad assegnare alla Lunigiana il riconoscimento area MaB (Man and the Biosphere).

Lunigiana: una terra con una lunga storia

La storia della Lunigiana è stata molto influenzata dalla sua posizione strategica.

Infatti questo territorio è attraversato da due delle principali vie di comunicazione medievali: la Via Francigena e la Via Longobarda.

Lungo questi percorsi si muovevano i pellegrini diretti a Roma così come i mercanti ed anche gli eserciti.

Il suo controllo risultava dunque strategico sia per l’utilizzo militare sia per quello economico.

Consentiva, infatti, a chi la possedeva, la riscossione di appetitose gabelle.

Facile intuire come le lotte per il suo possesso abbiano intrecciato il destino della Lunigiana con quello di molti protagonisti della grande storia medievale.

Peraltro, pressoché ogni borgo conserva testimonianze, talvolta importanti, delle vicende storiche che hanno avuto per scenario la Lunigiana.

E se le Statue Stele, monumenti in pietra arenaria realizzati migliaia di anni or sono, sono state raccolte nel suggestivo museo loro dedicato a Pontremoli, come facilmente comprensibile, la stessa cosa non è stata possibile per gli oltre cento castelli, le case torri e le elevate postazioni di avvistamento di epoca medievale, disseminate a decine sull’intero territorio lunigianese.

Mappa Castelli in Lunigiana
Le forbici scolpite sul portale del sarto a virgoletta, in lunigiana

A questi poi si accompagnano antiche pievi, millenari selciati, cinte murarie e più o meno maestosi e signorili portali in pietra.

Fra questi ultimi, particolarmente elaborati ed eleganti sono quelli appartenuti a famiglie nobiliari o ad una borghesia danarosa.

Altri molto più semplici e quasi parlanti avevano invece una funzione proto-pubblicitaria: ci sono scolpite le forbici su quello del vecchio sarto, il ferro di cavallo su quello del maniscalco, etc.

I borghi della Lunigiana

In Lunigiana ci sono 5 borghi importanti:

  • Pontremoli: Il borgo di Pontremoli, cittadina forse sorta sui resti dell’antica Apua e, per posizione, uno dei borghi più concupiti in epoca medievale. Località dotata di un imponente castello, il castello del Piagnaro, realizzato per difenderla dai nemici esterni. Attraversata anche, all’interno del suo centro, da un sistema di torri, chiamate, tutte insieme e non a caso, “Cortina di Caggiaguerra”. Queste erano infatti state erette per iniziativa di Castruccio castracani che in tal modo intendeva dividere il quartiere Guelfo da quello Ghibellino. Il contatto troppo stretto fra le due fazioni aveva infatti causato alcuni morti in quel periodo tumultuoso durante il quale non si esitava ad estrarre la spada per por fine ad ogni discussione. Attorno alla cortina Pontremoli conserva ancora un centro storico a forte impronta medievale con le sue strette strade acciottolate, i suoi palazzi storici, le sue numerosissime chiese ed un museo fra i più affascinanti dell’intero percorso museale toscano: il museo delle statue stele.
  • Aulla con l’antica abbazia di San Caprasio e dominata dalla massiccia figura del castello della Brunella
  • Fivizzano: una cittadina circondata da montagne, fortificata ma anche impreziosita sotto il dominio dei Medici di Firenze. Sotto di loro infatti non solo sono state estese e rafforzate le mura della città ma sono stati realizzati anche bei palazzi: Palazzo Cojari, Palazzo Civico, ed altre opere architettoniche ed urbanistiche apprezzabili quali il complesso degli agostiniani e la monumentale fontana di Piazza Medicea. Talché, in virtù dell’impulso impresso all’abbellimento cittadino dal gran duca Pietro Leopoldo dei Medici di Firenze, la città iniziò ad essere nominata come la piccola Firenze. Peraltro, a Fivizzano non languiva neppure la vita culturale. Qui, nel XV secolo è nato ed ha svolto parte della sua attività uno dei primi stampatori italiani: Jacopo da Fivizzano. Oggi molte delle sue opere, insieme a numerose macchine da stampa storiche quali il torchio a vite e ad una serie di antichi incunaboli, sono esposte all’interno del Museo della stampa realizzato presso uno dei palazzi più belli di Fivizzano: palazzo Fantoni Bononi.
  • Fosdinovo borgo sorto intorno ad un importante castello dei Malaspina, oggi visitabile, ancora in proprietà di questa famiglia le cui vicende hanno avuto tanta parte nella storia della Lunigiana.
  • Sarzana (quest’ultima istituzionalmente non è terra toscana ma ligure). Vicina alla capitale storica della Lunigiana, Luni, è diventata centro importante quando quest’ultima è andata trasformandosi in una zona paludosa ed il vescovo di Luni, che controllava il territorio, trasferì qui la sua sede e le collegate funzioni politico-amministrative.

A questi fanno da corona borghi più piccoli ma non meno belli.

Solo per citarne alcuni e consapevoli di far torto a molti altri altrettanto apprezzabili:

  • Filattiera, con la storica Pieve di Sorano ed il castello Malaspina
  • Mulazzo, con la torre di Dante
  • Ponticello con le sue caratteristiche case torri
  • Castevoli, con il castello, oggi visitabile e ricco di opere d’arte di Nelson ricci che qui aveva il suo atelier
  • Filetto, un gioiello urbanistico con le sue ampie piazze e le sue robuste mura
  • Virgoletta con il castello ed un edificio in cui una chiesa antica, con un altare importante, è stata eretta al di sopra di un’altra ancor più datata: entrambe visitabili. Si entra nella prima dalla porta a livello strada e, scendendo di un piano si ha accesso alla seconda.
  • Monte dei Bianchi in cui un’antica chiesa è affiancata da un ampio piazzale che un tempo era il cimitero e che ora ampia terrazza consente a chi lo abbia raggiunto di rimanere estasiato abbracciando con lo sguardo l’intera vallata sottostante.
  • Equi Terme con il suo stabilimento termale e “la buca”: una lunga serie di caverne ricche di stallatiti, stalagmiti, colonne e laghetti sotterranei e nelle quali sono stati rinvenuti resti di animali preistorici
  • Vinca, a lungo famoso purtroppo per la feroce strage e l’incendio subito ad opera dei soldati tedeschi appartenenti alle S.S., ma oggi conosciuto per la bontà del suo caratteristico pane ed anche per i molti sentieri che da lì si dipartono.

La cucina della Lunigiana

Infine, un aspetto da non trascurare assolutamente è rappresentata dalla cucina lunigianese, ricca di piatti tipici:

Per lo più ricette semplici ma gustose, a base dei prodotti che il territorio rende disponibili: salumi, formaggi, la ricotta qui consumata in accompagnamento con la marocca di Casola, le carni provenienti da piccoli allevamenti, il cinghiale servito in umido con la polenta, i funghi, il miele Dop, etc.

Il tutto accompagnato da ottimi vini realizzati anche attraverso la riscoperta di uvaggi autoctoni quali la Pollera, la Durella e la Barsaglina.

Peraltro in Lunigiana si trovano ancora quelle trattorie nelle quali, in un ambiente sereno e conviviale, si mangia bene e si spende poco.

Lunigiana, storia, cultura e buon cibo

Clicca qui per saperne di più in merito al territorio con il quale oggi si identifica la Lunigiana.

L’Eremo Gioioso è luogo ideale per le tue vacanze in Lunigiana: ti aspettiamo!

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