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Futurismo a La Spezia

Il Futurismo e La Spezia: un incontro inevitabile

Se amate l’architettura e l’arte futurista e siete in vacanza presso l’Eremo Gioioso, vi consigliamo di fare una visita a La Spezia che potrete raggiungere in circa 40 minuti di automobile.

Gli inizi del ‘900 furono per La Spezia un periodo di grande dinamismo. L’Arsenale Militare aveva dato modo di esprimersi alle capacità inventive dei tanti artigiani che, fino ad allora avevano operato in un ambito molto ristretto.

Ancor più, il principale motivo di sviluppo è da individuarsi nello stesso Arsenale con al suo interno la scuola degli allievi operai alla quale, arruolati dalla Regia Marina, si affiancavano i migliori progettisti tecnici al tempo disponibili.

A La Spezia il Primo Idrovolante

E fu proprio all’interno di tali officine che, sotto la direzione dell’ing. Mario Calderara, venne realizzato il primo idrovolante, quella che venne definita la più grande macchina volante del tempo e che, l’8 giugno del 1912, decollando dalla base di Cadimare, venne seguita dagli occhi meravigliati di Filippo Marinetti e dell’intera cittadinanza.

In quel volo erano simbolicamente racchiusi tutti gli elementi caratterizzanti il movimento futurista.

C’era l’amore per il pericolo, coniugato con l’audacia coraggiosa, c’era la velocità, l’energia e c’era infine la corsa verso il futuro, non a caso un orizzonte incluso nel nome del movimento.

Opere del futurismo a La Spezia

A ricordare l’evento all’interno della torretta del palazzo delle poste cittadine sono contenuti una serie di mosaici, realizzati da Enrico Prampolini e Luigi Colombo, dedicati alle comunicazioni e realizzati con tessere prodotte dalla vicina fabbrica della ceramica Vaccari.

Molte, peraltro, sono le opere futuriste in La Spezia.

Un motivo è certamente rappresentato dal legame che Filippo Marinetti, riconosciuto come il principale rappresentante di questa corrente artistica, aveva instaurato con la città dopo essere stato affascinato dall’impresa dell’idrovolante.

Affascinato al punto di dedicarle un poema: l’aeropoema del Golfo della Spezia.

Non pago nel 1933 Marinetti organizzò il premio di Pittura Golfo della Spezia lanciando una “sfida a tutti i poeti d’Italia” affinché celebrassero questo ” Golfo della Spezia sintesi delle forze e gentilezze d’Italia”

In quanto a gentilezza la manifestazione però si contraddisse.

Infatti, come raccontò lo stesso Marinetti, la sfida, tenutasi presso il teatro Civico, si concluse a schiaffi e bastonate. Invero una cosa abbastanza usuale negli happening dei futuristi.

Peraltro Marinetti creò, a La Spezia, un vero e proprio nucleo di poeti, architetti, pittori che hanno lasciato in città un’ampia testimonianza della loro arte.

Ma non solo di quella: i futuristi animarono anche la vita culturale della Spezia costituendo circoli, pubblicando giornali e con iniziative di vario tipo, talvolta provocatorie.

Attratto da questo fervore anche un giovane architetto spezzino, Manlio Costa, presto si unì a tale compagnia.

Oggi, in città sono ancora presenti molte sue realizzazioni importanti a testimoniare un talento che purtroppo non ebbe molto tempo per esprimersi essendo morto alla giovane età di 35 anni.

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