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Forest Bathing in Lunigiana

Lunigiana green

Forest Bathing, bagno di foresta in italiano, è una pratica che, da tempo diffusa in Giappone, con il nome di shinrin-yoku sta ora riscuotendo un particolare interesse anche nel mondo occidentale.

I benefici della natura nella cultura giapponese

La dizione Shinrin-Yoku apparve per la prima volta nel 1982 quando Toyohiro Akiyama, giornalista impegnato su temi ambientali, la utilizzò in una sua conferenza inerente la silvoterapia, durante la quale andava illustrando la benefica influenza che gli ambienti naturali esercitano sull’uomo.

Peraltro, al di là dello specifico termine impiegato, già nella tradizione Shintoista sono presenti molti elementi tesi a connotare la foresta come un ambiente benefico, permeato anche da una sana spiritualità.

La stessa infatti, secondo questa visione filosofica, sarebbe popolata dai Kodama che, presenti presso ogni albero, sono assimilabili alle ninfe che popolano i racconti mitologici della nostra cultura e che sarebbero detentori di una serie di poteri risananti.

In occidente, conoscenze di tal tipo, retaggio di una cultura contadina, pur presenti e trasmesse di generazione in generazione, hanno trovato spazio solo in ambito letterario come ben sa chi ha letto Walden di Henry David Thoreau.

L’occidente e i suoi ritmi stressanti

Ed anche se, rispetto a quella giapponese, nella cultura occidentale l’aspetto materiale prevale su quello spirituale, ciò non di meno le condizioni di vita in cui oggi siamo immersi hanno rappresentato uno stimolo a ricercare un rapporto positivo con le nostre radici naturali.

Per secoli i nostri antenati hanno vissuto in ampi spazi: piccoli villaggi, rapporti sociali estesi ed una profonda relazione con le diverse forme di vita: animali e vegetali.

Oggi, a questo mondo a forte contatto con la natura è andato progressivamente sostituendosene un altro in gran parte freddo e artificiale.

Costituito da città che vanno progressivamente estendendosi, cementificando ogni spazio utile, e ospitanti centinaia di migliaia di individui con pochissime relazioni fra di loro.

Luoghi in cui l’esistenza è talvolta arricchita da beni e servizi, non pochi dei quali superflui, ma nello stesso tempo risulta essere anche stressante.

Anche bambini e ragazzi, già nei primi anni di vita, possono sì andare in palestra, in piscina, a tennis ma non hanno luoghi in cui sentirsi liberi e creativi.

Spazzi disponibili in cui possa loro essere possibile tirare quattro calci al pallone o inventare salutari giochi all’aria aperta come è avvenuto per secoli.

Bambini privati di spazi per giochi all'aria aperta

In tal modo, quasi li si costringe a fruire della fantasia altrui, resa disponibile sotto forma di videogiochi nel mondo virtuale attraverso un accessorio, lo smartphone: quasi una inseparabile protesi.

citta-stressanti

Gli adulti, da parte loro, trascorrono l’intera esistenza combattendo con traffico, orari, impegni che vanno moltiplicandosi, scadenze e adempimenti che una burocrazia impietosa richiede con una creatività degna di ben altra causa.

Il tutto spesso in un ambiente in cui solo l’abitudine impedisce di cogliere il cattivo odore dell’aria circostante e l’altrettanto deprecabile sapore presente nell’acqua che sgorga dai rubinetti.

Una condizione che ha indotto molti ad interrogarsi sia all’interno di discipline esistenti, quali sono la sociologia, la psicologia, sia creandone di nuove come la sociobiologia il cui pioniere Edward Wilson ha evidenziato la genetica predisposizione degli umani a vivere in ambienti naturali.

Allo stesso modo Stephen Kaplan ha prodotto studi interessanti tesi a mettere in luce come l’attenzione volontaria, quella che è richiesta nel lavoro ma anche in molte altre delle attività quotidiane, sia stressante.

Al contrario, invece, disponiamo di un altro tipo di attenzione: quella involontaria per la quale non è necessario sforzo alcuno.

Per sperimentarla condizione necessaria è quella di riuscire a concedersi una pausa, dando al nostro spirito la possibilità di ritemprarsi libero da ogni pensiero, usando il corpo per condurlo a spasso in un ambiente naturale ricco di stimoli.

Nella foresta, non servono sforzi per raggiungere una situazione di benessere. L’attenzione segue i richiami: è il luogo, il contesto che esercita attrazione, chiama, cattura, aiutato in ciò anche dai profumi, dalle voci, dalla ricca tavolozza di colori presenti.

Forest Bathing: rigenerante ed anche terapeutico

L’immersione nel bosco ha sicuramente un effetto rilassante ed anche rigenerante, una caratteristica che, peraltro, appartiene a molti contesti naturali: una mareggiata impetuosa, un’alba radiosa, un tramonto struggente, etc.

Forest bathing nel bosco di faggi

Il bosco però a questi effetti ne associa anche uno terapeutico. Immergersi al suo interno consente infatti di assoggettarsi ad una sorta di aerosol a base di salutari composti volatili, fra i quali i più conosciuti sono i monoterpeni, capaci di agire sul sistema nervoso, sull’apparato respiratorio, su quello circolatorio, ed anche sul sistema immunitario.

Forest Bathing: con o senza guida?

Il bagno di foresta è un’attività semplice che non necessita di particolari competenze o accorgimenti. Fa bene a tutti. Non ha controindicazioni e, ovviamente, scegliendo il percorso in base alla propria condizione fisica, può essere praticato a qualsiasi età.

Un buon libro, quale è ad esempio “Forest Bathing” di Eric Brisbare, può fornire comunque qualche informazione interessante ed anche qualche indicazione che potrebbe rivelarsi utile.

In alcuni casi può essere consigliabile anche fare le prime uscite in compagnia di una guida.

Per chi può risultare utile?

corso d'acqua nella foresta

Per quanti possano trovare traumatico ancorché apprezzabile un tale cambiamento di ambiente, fisico ma anche spirituale rispetto a quello in cui si muovono normalmente.

A coloro che non riescano ad abbandonare ogni pensiero con facilità, ad essere disponili a non guardare l’orologio o a separarsi dallo smartphone.

Condizioni in cui diventa difficile farsi rapire dalla maestosità di un faggio, dallo scorrere di un limpido ruscello, dal canto di un fringuello, dall’incontro con un capriolo timoroso.

Un luogo ideale per praticare questa forma di silvoterapia

La Lunigiana è territorio in cui non esistono soverchie difficoltà a praticare il forest bathing: si tratta di una parte di regione Toscana caratterizzata da una serie di piccoli borghi immersi nel verde.

All’interno di questa terra la Casa Vacanze Eremo Gioioso

è il luogo ideale.

In un piccolo e antico borgo in pietra, interamente circondato da boschi di castagni e di faggi.

Al centro del bosco le case vacanze dell'eremo gioioso

Castagno

Benefici psichici

  • tranquillizzante, riequilibra pensieri

Benefici fisici

  • sedativo contro la tosse
  • antireumatico

Faggio

Benefici psichici

  • esercita azione antistress e contrasta insonnia e depressione

Benefici fisici

  • contribuisce a temperare problemi di ritenzione idrica e infiammazione articolare

Da La Nazione del 20 gennaio 2024, nella sezione cronache di Massa Carrara.

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