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Festa della Fame e della sete a Filattiera

festa della fame e della sete a Filattiera

Festa della fame e della sete: nel cuore del centro storico di Filattiera, nei giorni 23-24 e 25 Giugno, un appuntamento nato da un patto intragenerazionale.

Una festa in cui l’intelligenza delle donne ha fatto sì che una situazione estremamente problematica si trasformasse in una serata di gioia di amicizia, in cui giovani e anziani, non senza qualche salace presa in giro, hanno testimoniato l’importanza della vitalità dei primi ma anche quella dell’esperienza dei secondi.

la apprezzata festa della fame e della sete a Filattiera

Fino al 1998 a Filattiera si svolgeva la “Festa del Porco”, organizzata dalla locale banda musicale.

Nel 1999, i giovani del paese sollevarono qualche critica per il modo, un po’ troppo ripetitivo, con cui ogni anno la festa veniva riproposta e si proposero quali organizzatori per l’edizione che avrebbe dovuto essere allestita a breve.

I più anziani accettarono felici di trovare energie nuove capaci di sostituirli ma anche scettici in merito alle capacità organizzative di quei ragazzi ai quali non mancava l’entusiasmo ma che forse difettavano un po’ di esperienza.

La festa venne impostata come tavolata pubblica tra amici, con libera partecipazione.

Gli stessi organizzatori, ed in questo furono molto bravi, si occuparono degli inviti attraverso un efficacissimo tam tam di passaparola.

Furono contattati gli amici del calcetto, i compagni di scuola o di lavoro, quelli con cui si ritrovano in discoteca, al bar, in palestra, etc.

Furono bravi. Troppo bravi! Il giorno della cena, una moltitudine inaspettata di persone si presentò all’appuntamento creando una situazione imbarazzante: le provviste di cibo e bevande furono in breve spazzate via.

Il rischio di lasciare a becco asciutto la maggior parte dei partecipanti e conseguentemente di fare una brutta figura era incombente e difficile da scongiurare.

Come solitamente si è soliti fare, almeno in questo Paese, nei momenti di difficoltà, i giovani sconsolati ma anche speranzosi rivolsero un accorato appello a mamme, zie e sorelle.

Le donne, che, in genere hanno un’intelligenza sociale molto più sviluppata rispetto a quella che appartiene a noi maschi, si impegnarono subito nel cercare una soluzione e per farlo coinvolsero anche i mariti e gli altri uomini di famiglia.

Questi ultimi, comunque relegati a ruoli marginali (infiascare il vino in cantina e poco altro) sembravano quasi divertirsi nel constatare come un eccesso di vitalità può talvolta creare più problemi di quanti non ne derivino dalla sua carenza.

Dopo qualche energica insistenza capitolarono.

Accettarono di collaborare ma, per farlo, posero una condizione: le edizioni successive di quella festa sarebbero state battezzate con un nome con il quale già, fra di loro, avevano iniziato ad indicarla ma che avrebbero reso noto solo a manifestazione conclusa.

La proposta venne accettata: si aprirono frigoriferi, cucine e cantine.

Lo spirito della festa, che fino ad allora era intriso di lamentele, giustificazioni e qualche alterco, volse subito in quello di una cameratesca allegria originata da copiosi vassoi di spaghetti, salumi, formaggi vari e fiaschi di vino che incessantemente venivano depositati sui tavoli.

festa della fame e della sete in Lunigiana

Fra canti e risate contagiose tutto il borgo rimase in piazza a festeggiare fino alle prime luci dell’alba ma…da quell’anno la festa perse il nome di “intitolata a”Festa del porco” e, a ricordo del suo problematico esordio, divenne la “Festa della fame e della sete”.


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