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Chiesa di San Colombano

In realtà la chiesa aveva un ben fondato motivo per chiamarsi, come in effetti avvenne fino ai primi del ‘900, chiesa di San Francesco.

Infatti la sua originaria costruzione, datata 1219, sembra essere avvenuta sull’onda dell’entusiasmo che accompagnava le partecipate predicazioni di San Francesco, in occasione di una sua venuta a Pontremoli.

Poi, agli inizi del XX secolo, a San Francesco subentrò San Colombano, cui i potremolesi si sentivano obbligati ad offrire un risarcimento.

Infatti, l’incedere della modernità e con essa il diffondersi dei veicoli a motore, avevano ridisegnato l’assetto viario di questo borgo e, per far ciò, nel 1913, si era deciso di procedere all’abbattimento della chiesa di San Colombano che si trovava lungo il percorso di quello che, da allora, con la realizzazione del ponte Zambeccari, sarebbe diventato il principale asse viario della città.

La chiesa di San Colombano a sua volta nel XVI secolo aveva visto, una situazione analoga ma meno drastica.

Infatti, a seguito dell’abbattimento di una chiesa dedicata a san Giovanni Battista, quest’ultimo andò ad affiancare, non a sostituire, il santo cui la chiesa era dedicata e che così divenne chiesa di San Colombano e san Giovanni Battista.

Peraltro nella solita occasione, la Chiesa di San Colombano che fino ad allora era stata assoggettata alla Pieve di Saliceto, sembra la più antica della val di Magra, fu insignita del titolo di parrocchia autonoma.

San Colombano

La chiesa è a tre navate, totalmente restaurata nel 1471, ha conservato l’originaria impronta romanica soltanto nel campanile con le sue trifore in arenaria

Fin dalla sua fondazione, che come scritto sopra avvenne nel 1219, era il luogo in cui i pontremolesi devoti desideravano essere sepolti.

Un aspetto testimoniato dalle molte lapidi apposte presso la sua entrata e risalenti ai primi secoli del millennio scorso.

Al un primo intervento realizzato nel XV secolo e teso a renderla più capace ed in grado di accogliere i numerosi fedeli che mostravano di sceglierla sia per pregare che per celebrare i momenti più significativi legati alla fede (battesimi, matrimoni, funerali) ne seguì uno destinato a renderla più aderente al gusto del tempo, nel secolo XVIII.

In questa circostanza i lavori vennero affidati ad una famiglia di artisti che ha scritto tanta parte della storia del barocco pontremolese.

Giovan Battista Natali progettò e segui la realizzazione del pronao di accesso, cui si contrappone una colonna in arenaria che sorregge la statua della Madonna.

Nella stessa circostanza suo figlio, Francesco Natali, si occupò di affrescare le cappelle di San francesco e Santa Orsola.

Francesco Natali: decorazione del presbiterio della chiesa di San Colombano, nel 1710.

Al centro San Colombano circondato dagli angeli mentre sulle pareti sono rappresentate scene destinate a celebrarne l’opera.

Nel contempo l’interno venne invece arricchito con gli stucchi realizzati da una squadra di artigiani comacini che già aveva lavorato, ricevendo apprezzamento, presso altri edifici della città.

insieme a questi, oggi, entrando nella chiesa si possono ammirare:

  • tele di Guido Reni, Giuseppe Bottani e Giambettino Cignaroli
  • una madonna con bambino realizzata da Agostino di Duccio, in un bassorilievo per il quale sono stati impiegati marmì di diversi colori.
  • un antico e maestoso organo a canne, con ben 17 registri, realizzato da Domenico Andrea Boschini nel 1746.
  • il coro finemente intarsiato nei primi anni del ‘500 da Luchino de’ Bonati. Un architetto che, ispirandosi al classicismo del Bramante, era famoso in Parma per la qualità dei suoi lavori.
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