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Pontremoli: il centro storico

Il centro storico a Pontremoli racchiude una serie di gioielli architettonici e urbanistici di carattere medievale cui vanno ad associarsi molte apprezzabili opere del periodo successivo: un copioso lascito di quella eclettica corrente artistica identificata come “il barocco pontremolese”.

Questa parte della città è contenuta all’interno di uno spazio territoriale delimitato dallo scorrere di due fiumi: la Magra ed il Verde.

Nel suo punto più alto, al culmine del quartiere più antico, quello del Piagnaro, è presente l’omonimo ultramillenario castello, che, ambito da molti e spesso sede di truppe occupanti, ha talvolta sorvegliato protettivamente questa città, talaltra invece l’ha sottoposta ad un poco amichevole controllo.

Nel castello oggi trova spazio anche il museo delle statue stele, massicci monumenti litici che venivano infissi nel terreno nell’epoca in cui un’antica civiltà, quella dei liguri-apuani.

Bellicosi guerrieri insediatisi qui alcuni millenni prima della nascita del cristo.

In prossimità del castello c’è il piccolo oratorio di Sant’Ilario.

Da lì, una serie di stretti vicoli pavimentati in pietra arenaria locale e circondati da case che, in virtù delle attente ristrutturazioni cui sono state sottoposte, non danno a vedere i secoli trascorsi da quando sono state costruite, conducono in piazza del Duomo, dove sono presenti sia la cattedrale che il vescovato, e nell’attigua piazza della Repubblica, centro politico e amministrativo della città.

In questa infatti, ospitati in storici edifici di pregio, sono presenti il municipio da una parte ed il tribunale da quella opposta.

Affiancato a quest’ultimo poi c’è palazzo Ruschi con due facciate sulla piazza ed una terza sull’adiacente via Ricci Armani.

Intorno a queste due piazze, raggiungibili con breve passeggiata, sono presenti una serie di punti di interesse, quali:

  • Ponti (gli antichi ponti in pietra della Cresa, del Millennio e del Casotto, nonché il ponte dei Chiosi, anch’esso antico sia pur non quanto i primi, menzionato spesso fra i ponti più belli d’Italia).
  • Chiese ( Il Duomo, realizzato nel 1630, dove prese il posto della sede dei Cavalieri di Malta e dal loro Oratorio di S. Maria di Piazza ebbe in dono la pregevole scultura lignea, Madonna in trono con il Bambino in braccio, che oggi è posta al centro dell’abside. La chiesa di San Francesco contenente anche un dipinto di Guido Reni, l’oratorio di Nostra Donna, uno scrigno in cui due artisti amici, Giovan Battista Natali e Sebastiano Galeotti si sono espressi in maniera mirabile, la chiesa di san Pietro al cui interno è presente un antico labirinto in pietra, e poi le chiese di san Nicolò, di san Giminiano, di san Giacomo di Altopascio, di san Lazzaro, di san Giorgio, nonché il monumentale complesso della Ss. Annunziata).

Pontremoli barocca: i palazzi dei nuovi ricchi

Sovrapposti a questo tessuto medievale va ad aggiungersi una serie di palazzi realizzati nel XVII e XVIII secolo, quando Pontremoli ha vissuto il suo periodo di maggiore opulenza.

In questo spazio di tempo molti rappresentanti di un intraprendente ceto mercantile padano si trasferirono a Pontremoli, per sfruttarne la favorevole posizione strategica: al centro fra la nascente manifattura del nord ed i porti d’imbarco delle merci.

Costoro, in breve, si sono arricchiti godendo delle favorevoli condizioni che Cosimo de’ Medici decise di applicare nel porto di Livorno che, dichiarato zona franca, consentiva forti risparmi a chi ne utilizzava i servizi.

Spinti dalla vanità umana e interessati ad ostentare lo status economico raggiunto, si fecero costruire sontuose dimore, ingaggiando, per affrescarle, artisti che, al tempo, godevano di una certa fama*.

Fra questi, oltre alla ormai famosa Villa Dosi, a Pontremoli sono tuttora presenti:

  • Palazzo Pavesi
  • Palazzo Dosi
  • Palazzo Petrucci
  • Palazzo Negri
  • Palazzo Damiani

Nota: *La figura che meglio rappresenta l’ascesa di questo ceto di mercanti è quella di Giuseppe Antonio Dosi.

Questi, privo di nobili natali, mai si rassegnò a questa condizione.

Acquistò quindi, a caro prezzo, un titolo da Marchese. Neppure questo, però, fu sufficiente ad appagarne il desiderio di ascesa.

Pertanto, impedito nel proseguire tale percorso nella vita reale, quale antesignano di “second life” e del “metaverso”, cercò la realizzazione delle proprie ambizioni trasferendole in un mondo virtuale.

A tal fine, nel soffitto del principale salone presente nel palazzo che si fece realizzare, dove tuttora appare, volle essere immortalato, dal pittore Giovan Battista Natali, mentre seminudo e cinto di alloro, sale alla gloria dell’Olimpo raggiungendo lì gli altri dei.

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