Annunziata a Pontremoli: la chiesa dell’apparizione

Il complesso della Ss. Annunziata di Pontremoli

Mettere in rete una pagina in merito al complesso della SS. Annunziata di Pontremoli espone al rischio della banalità.

complesso della Annunziata a Pontremoli

Infatti sull’argomento esistono già decine di pagine e non risulta difficile reperire informazioni in merito alla storia di questa chiesa.

Pertanto mi limito ad una succinta sintesi: nel 1474 alla giovane pastorella che passava da queste parti è apparsa la Madonna che, di tanto in tanto, come risaputo, è solita far visita a persone semplici.

Gli abitanti di Pontremoli hanno dato credito alla versione di questa ragazza e dopo aver eretto una piccola edicola votiva, constatato il progressivo crescente afflusso di credenti che venivano a chiedere grazie, ritennero opportuno autotassarsi per costruire una più degna e capace edificio teso a celebrare l’evento.

La realizzazione dell’opera fu dapprima affidata a Biagio da Firenze cui, in seguito, subentrò Martino da Lugano coadiuvato dai maestri comacini.

Questi, in virtuoso sincretismo, riuscirono a fondere le linee tardogotiche che caratterizzavano le loro opere con gli elementi rinascimentali cari al primo maestro.

La Ss. Annunziata: l’esterno

I lavori si protrassero per diversi anni e nel 1558 venne realizzata la facciata, suddivisa in tre livelli delimitati da due marcapiani.

Al primo livello due portali dalle linee essenziali, entrambi sormontati da un timpano, contengono altrettanti portoni in legno ed affiancano un elemento, più grande, caratterizzato dalle solite geometrie ma contenente una nicchia e privo di apertura verso l’interno.

Al secondo livello, invece, in linea con gli elementi sottostanti, sono presenti tre finestre anche esse incorniciate e sovrastate dal timpano.

Infine al terzo livello, sempre sullo stesso asse verticale degli elementi sottostanti, sono presenti tre oculi, il centrale dei quali di dimensioni maggiori, contenuti in altrettante cornici frastagliata.

Contigui alla Chiesa sono presenti due chiostri rinascimentali, oggi rispettivamente sede dell’Archivio di Stato e della Fondazione città del libro.

Su questi, delimitati da colonne monolitiche realizzate in arenaria e sormontate da capitelli realizzati con la solita pietra, si affacciano quelle che, un tempo, erano le sale del monastero, più precisamente:

  • la sala del Capitolo
  • la cucina contenente un grande camino in pietra
  • il refettorio impreziosito da un grande affresco del ‘500 raffigurante la Crocifissione

La Ss. Annunziata: gli interni

L’interno della chiesa, ad unica navata, è stato sapientemente affrescato in alcune parti da Giovan Battista Natali, il caposcuola di quella corrente artistica conosciuta come “Il Barocco Pontremolese”, e contiene fra l’altro:

Annunziata particolare del polittico di Giacomo Serfoglio
  • una imponente scalinata in pietra che conduce all’abside
  • una tela di Luca Cambiaso, maggior rappresentante della pittura ligure in periodo rinascimentale e autore anche della lunetta soprastante l’accesso alla sagrestia
  • un’antica acquasantiera in marmo realizzata nel 1543
  • il bel tempietto del Sansovino*
  • un complesso polittico di Giacomo Serfolio in cui sono rappresentati gli elementi più significativi della cristianità: l’Annunciazione, l’Epifania, la Crocifissione (in questa raffigurazione peraltro si avverte marcatamente l’influenza del Masaccio) e l’Annuncio da parte di ognuno dei quattro evangelisti. L’opera nel 1979 è stata anche oggetto di un furto ma, fortunatamente, a distanza di pochi mesi il Nucleo dei carabinieri che si occupa della Tutela del Patrimonio Artistico è riuscito a recuperarla, sia pur marginalmente danneggiata

Padre Lorenzo Battaglia e Don Lorenzo

Peraltro la bellezza è difficile da raccontare, la si coglie osservandola. A poco, quindi, servirebbe attardarci a descrivere quanto di apprezzabile è contenuto in questo edificio.

All’interno della SS. Annunziata c’è però un’opera sulla quale credo sia opportuno soffermarmi.

Un’opera che ci fa capire molto di un’epoca: quella medievale.

Era quello un tempo in cui l’intera esistenza era fortemente permeata dalla componente religiosa e, anche nelle attività più umili quali ad esempio le geometrie dei campi, la bellezza era ritenuta un tramite per innalzarsi ed intrattenere un rapporto con Dio..

Sì, perché, e questo è tuttora vero per chi ha la sensibilità necessaria a coglierlo, la gioia e le emozioni che possono provarsi di fronte ad una cosa bella, ancor più davanti ad un’opera d’arte, ad un capolavoro rendono immediatamente evidente che non tutto è materia.

Testimoniano che c’è qualcosa di più grande della materialità. Qualcosa che ci trascende, che non riusciamo a cogliere ma solo ad intuire. Qualcosa che ci apre al senso del mistero ed è quello il territorio in cui diventa possibile incontrare Dio.

Annunziata la sacrestia gli intarsi di padre Lorenzo Battaglia

Padre Lorenzo Battaglia era un semplice religioso, non un artista di professione, ma dedicò una parte importante della sua vita ispirato da questa visione religiosa.

A preghiere, prediche e penitenze univa un impegno costante e certosino per conferire bellezza a delle semplici tavole di castagno, ricavandone un’opera che ancora oggi desta meraviglia.

Allo stesso modo, sia pure in tutt’altra maniera, ma non con minor difficoltà, in questo tempo dominato da tecnica e denaro, oggi Don Lorenzo Piagneri cerca di farsi tramite, attraverso la parola, fra le inquietudini terrene e chi solo ad esse potrebbe dare risposta.

Uomo di fede sempre pronto ad ascoltare ed a capire ma anche ad astenersi dal giudicare perché consapevole delle umane imperfezioni che tutti ci uniscono.

Da alcuni ritenuto irriverente, forse anche trasgressivo perché poco formale. Conosce ogni suo parrocchiano e se ne riscontra l’esigenza non esita a concedergli uno spazio anche nelle sue prediche.

Non è infatti inusuale assistere ad una sua esternazione: nella gioia di veder entrare in chiesa qualcuno tenuto lontano da una salute malferma o, al contrario, nel bonario rimbrotto rivolto a qualche impenitente ritardatario.

In sostanza è un vero pastore che, in un mondo di numeri e matricole, offre a ciascuno il riconoscimento della propria unica umanità.

Per cui l’esperienza consigliabile per godere appieno di tutto ciò che di bello ed apprezzabile contiene la chiesa della SS. Annunziata è quella di visitarla in occasione della celebrazione della messa da parte di Don Lorenzo.

Don Lorenzo prete all'Annunziata

Note

*Il tempietto, a base ottagonale, è stato realizzato nel 1527 e viene attribuito ad Andrea Sansovino che, peraltro nello stesso periodo diresse anche i lavori di ricostruzione del vicino ponte di Groppodalosio.

Tempietto del Sansovino nella Annunziata di Pontremoli

La costruzione, in marmo bianco di Carrara, ha una copertura ottenuta attraverso l’impiego di marmi policromi e sovrastante il punto di accesso presenta una lunetta nella quale, in altorilievo, è scolpita la scena dell’annunciazione.

Al suo interno è presente una bella tela di Luca Cambiaso, rappresentante l’adorazione dei Re Magi mentre dietro all’altare si può scorgere, ad un livello più basso, l’affresco del ‘500 presso il quale la Madonna si materializzò.

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