Amor: un dolce dalla Svizzera a Pontremoli

Indice

Amor: che cosa è

Amor: il dolce simbolo di Pontremoli

L’Amor è un dolce, a porzione singola, adatto per una sostanziosa colazione, per una golosa merenda o per una ricarica di energie in qualsiasi momento della giornata.

Trattasi di una morbida crema, racchiusa, in modalità sandwich, all’interno di due wafer croccanti.

La crema, burrosa e consistente, presenta un ricco ventaglio di delicate nuances.

In essa i delicati sentori del limone e della vaniglia riescono a ben esprimersi aiutati dal tiepido aroma di un distillato, brandy o whisky, presente, peraltro, in quantità molto modesta.

Nel momento in cui l’Amor viene sottoposto al morso, questa crema va in parte a depositarsi in forma di microparticelle sui frammenti dei wafer.

In tal modo, veicolato dalla piacevole friabilità di quest’ultimo ed in ciò aiutato dal caldo tepore della bocca, il dolce sapore si diffonde in ogni angolo del palato, persistendovi a lungo.

Tre cose da sapere in merito agli Amor

  • gli Amor sono buonissimi
  • l’autentica ricetta degli Amor è segreta, la conoscono solo i pasticceri dell’Antica pasticceria degli Svizzeri. Anche quella riprodotta in questa pagina è frutto di una deduzione degustativa e, pur avvicinandosi a quella del prodotto originale, non le corrisponde esattamente.
  • gli Amor per essere assaporati, richiedono abilità. Infatti è sufficiente un morso troppo energico per far sì che i due Wafer, compressi, lascino cadere parte della crema sugli abiti del goloso e maldestro addentatore.

Dove assaporare gli Amor

L’Amor è il prodotto oggi più conosciuto della pasticceria pontremolese, fors’anche di quella dell’intero territorio della Lunigiana.

Lo si può trovare in quasi tutti i bar e pasticcerie di Pontremoli, fra i quali, l’Antico Caffè degli Svizzeri e la Pasticceria del Duomo.

Entrambe questi locali, raggiungibili in circa 10 minuti da parte di chi alloggia presso gli appartamenti dell’Eremo Gioioso, si trovano all’interno del bel centro storico cittadino:

  • Il caffè degli Svizzeri, in Piazza della Repubblica. Un luogo in cui il piacere di consumare questo dolce è enfatizzato dal suggestivo arredamento del locale: due sale, rimaste inalterate da circa un secolo, interamente improntate allo stile Liberty
  • La pasticceria del Duomo che si affaccia sull’omonima piazza unitamente all’edificio religioso dal quale la stessa trae il nome ed anche al bel palazzo della curia vescovile.

L’Amor, in breve adottato da questa città tanto da essere assurto a simbolo della pasticceria pontremolese, in realtà non è un prodotto della tradizione dolciaria locale.

La sua ricetta infatti è giunta qui importata dalla Svizzera da un paio di famiglie, la famiglia Beeli ed i fratelli Aichta*, indotti ad espatriare dalla tumultuosa situazione in cui era venuto a trovarsi in quel tempo il loro Paese.

Gli Amor: la ricetta imprecisa (ricavata per deduzione)

Ingredienti:

  • 100 gr. cucchiai di zucchero
  • 275 ml. di latte
  • 2 etti di mandorle tritate
  • 40 gr. di farina
  • 150 gr. di burro
  • 3 uova
  • un bicchierino di rum, whiskey o brandy
  • una scorza di limone
  • poche gocce di vaniglia concentrata
  • 30 cialde wafer

Preparazione: ottenere una crema omogenea mescolando insieme uova e zucchero.

Aggiungere la farina setacciata e continuare a mescolare inserendo il latte freddo con gradualità, mano a mano che il composto lo assorbe.

Dopo aver sciolto il burro a fuoco lento, avendo avuto cura di farlo raffreddare, aggiungerlo al composto mescolando affinché si vada ad integrare con gli altri ingredienti, in maniera omogenea.

Distribuire su un wafer una quantità di crema tale da ottenerne uno spessore di circa 2 cm. ricoprendola poi con un altro wafer.

A questo punto, utilizzando una spatola, eliminare la parte di crema che fuoriesce dai bordi ed, infine, intingere l’amor in una ciotola contenente le mandorle tritate.

*Agli inizi del XIX secolo, la Svizzera era soffocata dai particolarismi. Alcuni cantoni tendevano a mantenere barriere doganali, per proteggere dalla concorrenza i propri produttori.

Altri, invece, ritenendosi penalizzati da tale situazione, intendevano opportuno procedere con una serie di riforme tese a modificarla.

Nel 1842, quando si acuirono i segnali interpretabili come primi prodromi di una guerra civile, poi effettivamente avvenuta, la famiglia Beeli e i fratelli Aichta decisero di trasferirsi in Italia.

Qui, scelsero Pontremoli per stabilirvisi e forti della loro abilità nell’arte pasticcera, apersero lo storico locale, “Il caffè degli Svizzeri” tuttora presente nella piazza centrale della città.

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